“Eat Sicily, fine food, wine&drinks”

20 05 2013

Eat SicilyIn Italia si stabiliscono, oltre ad accordi verticali, anche alleanze orizzontali: un contratto di rete (che consente anche agevolazioni fiscali), con un fatturato aggregato di quasi 50 milioni, è stato costituito qualche giorno fa da 4 aziende storiche dell’agroalimentare siciliano e la banca Carige, con il nome di “Eat Sicily, fine food, wine&drinks”; uno simile ne ha adottato anche De Cecco (per la propria Rete), aperto ad integrazioni con i produttori agricoli locali.





L’impatto della rete nel contesto italiano e l’importanza dell’educazione digitale

9 05 2011

BCG – Boston Consulting Group, con il contributo del Professor Carlo Alberto Carnevale Maffè, ha effettuato uno studio commissionato da Google dal titolo “Fattore internet”, con l’obiettivo di fornire una valutazione oggettiva dell’impatto che la rete produce sull’economia italiana.
La ricerca è partita da alcuni dati, presupposti per le conclusioni: il primo dominio italiano – http://www.cnr.it, del Consiglio Nazionale delle Ricerche – è stato registrato nel 1987, quando in tutto il mondo esistevano solamente 10.000 computer connessi mentre alla fine del 2010 i siti con il dominio ‘puntoit’ hanno superato i 2 milioni. Gli italiani che navigano in rete almeno una volta al mese ammontano a circa 28 milioni (16% in più rispetto al 2009) e le famiglie che hanno accesso a Internet a 13 milioni (più della metà del totale), con una crescita, rispetto al 2007, di quasi 50 punti percentuali. In particolare è connesso alla rete il 70% circa degli italiani con un’età compresa tra i 6 e i 45 anni, il 44% tra i 45 e i 64 anni e soltanto il 7% nella fascia degli over 65, che hanno però subito un incremento del 40% tra il 2009 e il 2010.
A partire da questa fotografia, il BCG consiglia tre linee da seguire: il completamento del processo di avvicinamento alla Rete da parte delle piccole e medie imprese; lo sfruttamento di nuovi modelli di business basati sul mobile commerce e sulle sue numerose applicazioni come la georeferenzialità e la promozione di una rivoluzione culturale che segua quella tecnologica, attraverso un’educazione digitale capace di stimolare e guidare i comportamenti dei consumatori.





Rapporto McKinsey: la rete è per le PMI un formidabile acceleratore di sviluppo

9 05 2011

Internet – pur pesando come intero settore merceologico “solo” il 3,7% –  ha contribuito per il 25 % alla crescita del PIL: sono alcuni dei dati del rapporto McKinsey relativo alla Francia (riportati da Il Sole 24 Ore). Secondo il rapporto, un quarto della crescita francese dello scorso anno è imputabile alle imprese che hanno preso parte alla “rivoluzione digitale” e questo è ribadito anche dalle cifre sull’occupazione: questo settore ha creato nel Paese d’Oltralpe 1,15 milioni di posti di lavoro solo nel 2010.
Le piccole e medie industrie francesi a forte intensità web hanno inoltre goduto di un tasso di crescita e di una quota di export doppi rispetto a quelle che utilizzano meno la rete, definita quindi a buon titolo “un formidabile acceleratore di sviluppo”.
In Italia le cifre sono purtroppo, almeno per il momento, diverse: Internet pesa solo l’1,6% del PIL globale e vale il 18% della crescita del 2010 (dati NetConsulting).