Per internazionalizzare nei nuovi mercati

15 07 2013

Internazionalizzare nuovi mercatiOggi l’Italia, con il suo sistema economico, si trova in condizione di non riuscire più a trattenere le proprie eccellenze, come ha dimostrato, per esempio, la vendita di Loro Piana al colosso francese del lusso Lvmh. Le dimensioni sono divenute fondamentali nel mercato globalizzato, soprattutto per l’internazionalizzazione, in quanto garantiscono condizioni migliori nella distribuzione, nella pubblicità, nella logistica e nell’acquisizione di competenze manageriali. Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha evidenziato che tre quarti dell’incremento del Pil dei prossimi anni verrà dalle economie emergenti, spesso mercati dalle dimensioni gigantesche come la Cina, per affrontare i quali, saranno necessarie aziende strutturate.





Le PMI che internazionalizzano hanno meno problemi finanziari

6 06 2013

PMI che internazionalizzanoSecondo il rapporto Focus PMI di Lexjus Sinacta, realizzato dall’istituto Tagliacarne su un campione di 1600 PMI, le imprese più internazionalizzate hanno migliori parametri di tenuta finanziaria. Il rapporto con le banche da parte delle imprese che, malgrado la crisi, riescono ad internazionalizzare, è ad esempio più proficuo: fra le aziende che esportano nel mercato europeo la percentuale di chi non ha problemi finanziari è del 65,6%, fra quelle proiettate su altri mercati internazionali del 69,4% (contro il 57,4% di quelle concentrate solo sul mercato italiano). Le piccole e medie aziende hanno però, nella maggioranza dei casi, problemi con le banche, indispensabili per l’internazionalizzazione. Per il 43% delle PMI, infatti,  il supporto bancario è parte integrante nel processo di internazionalizzazione ed esistono criticità: il 25,7% delle imprese ritiene che, che se ci fosse un atteggiamento maggiormente proattivo da parte delle banche, si proietterebbe sui mercati esteri. Lo sbocco sui mercati esteri è considerato un volano di sviluppo importante per le PMI, soprattutto in tempi di forte contrazione del mercato interno, anche perché il Made in Italy all’estero ha notevoli potenzialità.





Affrontare la crisi con successo. Formazione e internazionalizzazione: dall’Inno2Days di Pavia del 15 dicembre arrivano già indicazioni precise

21 11 2011

Dichiara Ercole Rovida, esperto di internazionalizzazione: “le tre parole chiave per uscire vittoriosi dai periodi di crisi, secondo me, sono professionalità, innovazione e senza dubbio internazionalizzazione. Quest’ultima presuppone altri due concetti importanti, l’ottimizzazione dei costi e del tempo. Andare all’estero non è una cosa facile; oltre ad avere una elevata professionalità ed essere innovativi anche nell’inventarsi nuovi processi di vendita, occorre molta preparazione e soprattutto avere una rete di partner locali certificati che diano supporto qualificato. E’ necessario uno studio preliminare attento al portfolio prodotti, focalizzato ad evidenziare l’idoneità per indirizzare un particolare mercato. Oltre al supporto logistico c’è bisogno anche di quello legale e fiscale, tutti elementi molto importanti che richiedono una grande attenzione. Credo che nei prossimi anni le attività legate all’indirizzamento di nuovi mercati internazionali tenderanno ad aumentare considerevolmente e chi vorrà intraprendere un cammino fuori dal Paese potrà affrontarlo con successo grazie alle nuove tecnologie di comunicazione, di networking professionale e soprattutto alla mentalità aperta alla globalità dei mercati delle nuove generazioni imprenditoriali”.