Uno studio e una tavola rotonda sulla “Creatività per competere” a livello locale, nazionale e internazionale

4 07 2012

Durante la seconda parte di “Creatività per Competere – Creative business e politiche per il loro sviluppo” al Palazzo ai Giureconsulti, Claudio dell’Era, Dipartimento di Ingegneria Gestionale Politecnico di Milano, ha presentato lo studio “Competere con i creative businesses – Come fare business e creare sviluppo nei nuovi modelli di impresa creativa”, commissionato dalla Camera di Commercio al Politecnico di Milano. “Bisogna porre maggiore attenzione sulle creative industries perché hanno una ricaduta positiva anche su altri settori” ha dichiarato. “Il supporto delle politiche verso queste è ancora, in Italia, allo stato embrionale; è indispensabile la ricerca” e ha poi illustrato lo studio “Creatività per competere”: “Sono stati studiati 39 casi, 10 italiani e 29 internazionali, per capire quali (e come) creative industries sono cresciute e hanno avuto uno sviluppo a livello internazionale. E’ risultato che le aziende italiane hanno più varietà nel modello di business, dunque una creatività maggiore, ma sono più contenute su alcuni assets unici: concentrano il modello di business soltanto su alcuni assets, spesso sulla reputation di alcuni individui e hanno una minore capacità di lavorare con le reti (anche organizzative). Le aziende italiane che sono cresciute si sono concentrate sull’appropriazione del valore attraverso servizi adiacenti, integrandoli a valle anziché a monte. Il suggerimento è quello, quindi, di incentivare le creative industries italiane attraverso azioni che rafforzino il modello di business esistente, diversificandolo e arricchendolo”. La giornata si è conclusa con la tavola rotonda “Il ruolo delle Istituzioni per il sostegno alle imprese creative” a cui hanno partecipato, coordinati da Giorgio Monaci, Claudio De Albertis, membro di Giunta, Camera di Commercio di Milano; Paolo Giovanni Del Nero, Assessore allo Sviluppo economico, Formazione professionale e Lavoro, Provincia di Milano; Ninfa Cannada Bartoli, Dirigente Struttura Imprese culturali e creative, Direzione Generale Istruzione, Formazione e Cultura, Regione Lombardia; Cristina Tajani, Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca, Comune di Milano, Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Preside della Scuola del Design, Politecnico di Milano e Bartolomeo Corsini, Direttore della Sede Lombardia, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. Rispondendo alla domanda su quali politiche di sostegno alle imprese creative siano necessarie da parte delle Istituzioni, hanno tutti sottolineato che qualcosa in questo senso si sta già facendo. Sono stati però evidenziati alcuni concetti chiave necessari per incentivare le imprese creative come la capacità di attrarre talenti, l’interazione tra cultura, sviluppo e territorio, il supporto nella capacità di fare rete, la facilitazione a chi fa impresa, l’ascolto, l’interazione e la coordinazione tra Istituzioni a livello locale, statale ed europeo, la costruzione di progettualità, la selezione dei servizi e dei beneficiari, la disponibilità di spazi, la valorizzazione del territorio in un’ottica globale, il miglioramento dell’accoglienza, la collaborazione tra Università, l’importanza della formazione…


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