Mantovani: l’incapacità di innovare risulta più spesso imputabile a fattori/contesti interni all’azienda che non a risorse/fattori esterni

28 05 2012

La risposta di Elio Davide Mantovani, titolare E.M.&M.” (Espressione Marketing & Management) all’inchiesta di Inno2days: “Prescindendo dal tipo di innovazione (di prodotto, di servizio, di processo ecc.) e dallo specifico segmento di mercato ritengo che un “macrofreno” ad essa sia oggi costituito dal rilievo che in tempo di crisi aumenta l’incertezza nel futuro e la quota di rischio percepito (la propensione all’innovazione comporta sempre una buona propensione al rischio). Così, soprattutto nelle PMI, diminuisce la quota di imprenditori “innovatori” e “pionieri” a favore della quota di “imitatori” e “conservatori” (il cui percepito è che il prodotto/servizio non richieda alcuna innovazione..ma le esigenze/bisogni della domanda anche in tempo di crisi variano in continuazione. I freni all’innovazione si alimentano spesso di alibi e razionalizzazioni che a loro volta generano la cosiddetta resistenza al cambiamento”. E conclude: “In sintesi a mio avviso in generale l’incapacità di innovare da parte delle PMI risulta più spesso imputabile a fattori/contesti interni all’azienda che non a risorse/fattori esterni, in tempi di crisi ad entrambi in quanto si viene a creare una sinergia negativa tra le due categorie di fattori determinanti”.

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