Alle aziende necessita una figura di facilitatore: le idee ci sono, il problema sta nel farle emergere e metterle a sistema

17 02 2012


Paolo Cervari
, consulente, formatore e coach, intervistato sul tipo di supporto necessario alle aziende nel loro percorso verso il cambiamento ci ha risposto: “Le aziende necessitano di uno ‘psicologo dell’innovazione? Sì e no. Sì, perché spesso vi sono ostacoli di carattere individuale o  collettivo di carattere emozionale o valoriale da affrontare e  riallineare. No perché in genere gli psicologi hanno un approccio più  psicologico che organizzativo. Personalmente ritengo che una figura che faciliti e supporti processi di innovazione debba avere competenze di ridefinizione di processi, team building e team working, coaching, costruzione di comunità  e per l’appunto soprattutto di facilitazione: conversazioni organizzative, uso dei social media, supporto al coinvolgimento e alla partecipazione, questo soprattutto perché penso che l’innovazione (di prodotto, di processo, strategica e organizzativa) sia un orientamento che deve coinvolgere tutta l’azienda. Le idee ci sono, il problema sta nel farle emergere e metterle a sistema. E l’azione deve essere congiunta, su fattori sia organizzativi che personali”.

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