Con il localismo non si può fare marketing da tavolino

15 12 2011

Adriano Facchini, fondatore del Glocal Award ed ex Direttore Generale del Consorzio Agrario di Parma: “il globale e il locale devono e possono coesistere solo se la condivisione con il basso (fattore determinante dei futuri successi) è forte e trasparente. Sono un appassionato localista; il localismo deve servire come unità di creatività e le idee vanno trasformate in progetti. Uno dei maggiori bisogni è quello della socialità ed è per questo che mi sono interessato di sagre, in cui mangiare diviene un fatto sociale. Nel localismo non si può fare marketing da tavolino, bisogna vivere e sperimentare le cose. Il locale, poi, si deve spostare sul globale (un mio progetto ha fatto in modo che il grano contenuto in tutti i panini di Mac Donald’s consumati in Italia, Grecia e Malta fossero fatti dalle mie parti…). I progetti locali vanno infine strutturati, unendo ad esempio nelle sagre gastronomia, sport e socialità e il dialogo deve sostituire la gerarchia, in modo che le sagre diventino davvero sociali”.

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