Una community per esprimersi senza prendersi sul serio.

21 06 2011

Sarah Massa della Community Ciuccia Fuffa (con Davide Agostoni) ha spiegato il senso della community: “Ciuccia Fuffa è una community di creativi; uno degli elementi fondamentali della creatività è quello di giocare e divertirsi e spesso non c’è tempo per questo quando bisogna fatturare. La comunicazione è una fuffa che funziona; Ciuccia Fuffa è uno spazio in cui esprimersi senza prendersi troppo sul serio nel web 2.0, anche per condividere idee. Non siamo un esempio di innovazione ma abbiamo uno spazio virtuale che è un’opportunità. Nel web 2.0 bisogna essere autentici e coerenti se si vuole interagire; oggi in rete la vita reale si interseca con quella virtuale”.





Il pensiero ‘in attesa di tempi migliori’ frena l’innovazione!

24 05 2011

Al Camp del mattino sarà presente con un proprio intervento anche la Community Ciuccia Fuffa (Davide Agostoni e Sarah Massa). La parola a Sarah Massa: “Riguardo alla domanda ‘quali sono i freni che bloccano le PMI italiane’, la risposta più attuale a questo problema, secondo me, è fare rete per poter avere accesso alle innovazioni riducendo l’investimento necessario. Si sa anche che le PMI italiane sono per lo più aziende famigliari. Questo introduce tutta una serie di problemi che ho vissuto in diretta e posso testimoniare in quanto figlia di manager e poi socio di un’impresa famigliare che ha fatto barriera contro l’innovazione per un solo, strabiliante motivo: di fronte alla prospettiva di correre quel rischio imprenditoriale che l’innovazione sempre richiede e quindi di non poter garantire ai figli le stesse condizioni di vita e di lavoro che il nonno (vero innovatore) aveva saputo garantire a lui, l’imprenditore ha preferito chiudere una parte di produzione e andare avanti in opzione “energy saving“, in attesa di tempi migliori. Quando parlo di condizioni di vita – e qui è la cosa strabiliante – mi riferisco non tanto alle condizioni di benessere di per sé, quanto allo stile di vita del piccolo imprenditore di provincia che vede come condizione di somma felicità l’avere i figli nella villa vicina, con i nipotini a portata di mano, le vacanze tutti insieme al mare e in montagna e poi al lavoro di nuovo, a pochi passi da casa e senza troppi scossoni. Anche quando guardo altre imprese, mi rendo conto che le difficoltà nascono quando il ricambio generazionale non è fluido, la mentalità non è aperta al mondo, l’ultima innovazione risale ad almeno due generazioni precedenti e si ha paura di sfidarla, rimetterla in gioco e soprattutto cercare e far crescere talenti al di fuori della famiglia“.