L’innovazione è uno dei luoghi simbolici della contemporaneità secondo Paolo Bertaccini Bonoli

28 11 2011

Paolo Bertaccini Bonoli, storico epistemologo presso l’Università di Bergamo, consulente e imprenditore con Territoria nel settore dei PPP (Partenariati pubblico-privato), promotore con Enzo Argante del Forum ‘Città delle Regole’, dell’innovazione ha fatto uno dei fili conduttori del suo percorso pratico e teorico: l’innovazione è un concetto che fa ben comprendere che non esiste nulla di più teorico della pratica e nulla di più pratico della teoria. Per altri versi, è uno dei ‘luoghi simbolici’ della contemporaneità poiché è davvero una delle sublimazioni dell’intangibile che prevale sul tangibile. Fra le tante sfaccettature dell’innovazione, uno è di particolare rilievo: quello delle ‘regole del gioco’. In tempi di protagonismo dei ‘regulators’ e dei ‘legal standards’, quali sono le norme che innescano dinamiche virtuose? Gli assetti istituzionali e regolamentativi del gioco sociale sono cruciali per favorire o limitare l’innovazione. Ad esempio, il progetto in corso da parte di Transparency Italia nell’ambito del Siemens Integrity Initiative per contrastare la diffusione della corruzione, della frode e di altri reati economici affini nella green economy, primo fra tutti le energie rinnovabili, proprio su questo si focalizza: come si rende virtuoso il comportamento dei vari attori, affinché l’innovazione ‘buona’ si diffonda effettivamente e non quella ‘finta’ o ‘cattiva’. Mettendola giù come slogan, per favorire l’innovazione vanno innovate anche le regole della società.


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